Vitrectomia

L’evoluzione della microchirurgia oftalmica è costante ed è mirata a rendere sempre più sicuri e meno invasivi gli interventi. La nuova chirurgia vitreoretinica mini-invasiva da 27G è l’ esempio migliore: per eseguire l’intervento infatti i chirurghi si possono oggi avvalere di una sofisticatissima strumentazione che permette di raggiungere livelli di precisione assoluta, di minimizzare i rischi e di rendere il decorso post intervento rapido e poco traumatico.

Che cosa è la vitrectomia
La vitrectomia è una delicata operazione di microchirurgia oculare. Consiste nella rimozione totale o parziale del corpo vitreo, cioè della sostanza gelatinosa trasparente contenuta nella cavità del bulbo oculare, e nella sua sostituzione con una sostanza biocompatibile in silicone, aria, gas (“sostituto vitreale”) in attesa che la cavità oculare si riempia nuovamente in maniera naturale di umore acqueo.

La vitrectomia si rende necessaria quando le condizioni del corpo vitreo sono ormai irrecuperabili, quando questo cioè ha perso la sua naturale trasparenza per cause diverse come infezioni, emorragie o per patologie quali la ialosi asteroide, le miodesopsie, le maculopatie ecc.

E’ necessario ricorrere all’intervento di vitrectomia anche nel caso in cui il paziente abbia subito un trauma oculare con la penetrazione di un corpo estraneo nel vitreo, per correggere complicazioni successive ad altre operazioni di chirurgia oculare (ad esempio nel caso di  nucleo lussato in camera vitrea) oppure in seguito a patologie che hanno colpito la retina come la retinopatia diabetica, il foro e il pucker maculare.

In ogni caso, poiché il corpo vitreo aderisce in più punti alle retina, la sua rimozione deve essere effettuata da chirurghi esperti per evitare complicanze anche gravi come il distacco di retina.

Come avviene l’intervento di vitrectomia
Per eseguire una vitrectomia il chirurgo deve praticare delle micro incisioni sulla sclera (la parte bianca dell’occhio) con micro cannule che risucchiano la sostanza gelatinosa di cui è costituito il corpo vitreo.

Se una volta l’operazione durava un paio di ore, necessitava di anestesia totale e di almeno una giornata di ricovero ospedaliero, oggi viene eseguita in tempi molto rapidi (in circa 15-20 minuti) e il recupero funzionale avviene in 24 ore, in maniera indolore.

Per l’intervento di vitrectomia i chirurghi si avvalgono di una sofisticatissima strumentazione che permette di raggiungere livelli di precisione assoluta, di minimizzare i rischi e di rendere il decorso post intervento rapido e poco traumatico.

Grazie infatti alla nuova tecnologia gli aghi delle sonde di aspirazione, oggi disponibili presso alcuni selezionati centri in Italia, hanno un diametro di soli 27 gauge, ossia 0,4 millimetri. Le incisioni dunque sono di dimensioni talmente ridotte da essere auto-chiudenti, non necessitano cioè di punti di sutura e non generano complicanze come la fuoriuscita di liquido nel periodo postoperatorio.

Se si considera che 20 anni fa la vitrectomia veniva effettuata con cannule da 20 gauge, quindi con un diametro sopra il millimetro, e la tecnologia è arrivata a 0,4 millimetri, si comprende come oggi l’intervento possa essere affrontato con maggiore tranquillità e con la certezza di risultati migliori.